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Roma, 4 lug – La Casta, come la chiamerebbero i 5 Stelle, non si vuole arrendere e ingaggia una lotta (per vie legali, s’intende) contro il governo che gli vuole tagliere i vitalizi. L’associazione degli ex parlamentari ha formalmente notificato ai presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, e a tutti i componenti degli uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama la diffida a non procedere all’approvazione della delibera che punta a rimodulare il sistema dei vitalizi agli ex deputati.

Si tratta nello specifico di una lunga e dettagliata memoria difensiva, con la quale gli avvocati degli ex parlamentari cercano di smontare la delibera di Fico, ipotizzando addirittura il reato di abuso di ufficio per tutti i componenti dell’Ufficio di presidenza.
Vediamo di capire più nel dettaglio. Per l’associazione degli ex deputati, la delibera sui vitalizi “incidendo sullo stato personale del parlamentare sarebbe un atto amministrativo che non rientrerebbe nell’attività legislativa, funzione propria del parlamentare“. Una circostanza che escluderebbe, dunque, per i componenti dell’Ufficio di presidenza lo scudo dell’articolo 68 della Costituzione su immunità e insindacabilità. Aprendo la strada alla piena responsabilità penale e perseguibilità per abuso d’ufficio, avendo operato, nella qualità di pubblico ufficiale, un conteggio retroattivo dei vitalizi.
Nella diffida, gli ex parlamentari citano le riforme Dini (1995) e Fornero (2011) sulle pensioni che non hanno mai messo in discussione diritti acquisiti ma solo futuri.
“Pretendere di farlo per gli ex parlamentari avrebbe soltanto un significato punitivo, di delegittimazione e umiliazione della funzione parlamentare che è libera e indipendente”.
L’unico forma di intervento sui trattamenti previdenziali “ammessi dalla Corte costituzionale in varie sentenze è quella del contributo di solidarietà”. Procedere ai tagli con una delibera “significa creare un pericoloso precedente che mette a rischio lo Stato di diritto e apre le strade al taglio delle pensioni degli italiani”.
Come se non bastasse poi c’è lo scoglio Senato: il presidente Casellati a quanto pare non vuole riproporre la delibera di Fico ma auspica unasoluzione condivisa“. Questo introdurrebbe di fatto una disparità di trattamento tra senatori e deputati che – secondo l’associazione degli ex parlamentari – violerebbe l’articolo 3 della Costituzione.
Insomma, il taglio dei vitalizi – uno dei cavalli di battaglia dei 5 Stelle in campagna elettorale – non è così semplice da attuare. Domani il collegio dei Questori della Camera dei deputati si riunirà per trovare un’intesa sulla delibera. “Questa settimana o al massimo la prossima”, si procederà con la sforbiciata dei vitalizi poi “sarà incardinato il disegno di legge sulle pensioni d’oro”, ha assicurato ieri il vicepremier Luigi Di Maio.
Domani scadono i termini per presentare gli emendamenti alla proposta di riforma. Fico aveva annunciato l’approvazione del provvedimento entro il 13 luglio.
Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. Con che faccia!
    Avete riscosso sino ad adesso per molto di più di quello che avete versato!
    VERGOGNATEVI, siete un insulto alla povertà!

  2. Qualcuno dovrà pur farla questa riforma….sono stati al servizio del popolo e a mio avviso dovrebbero essere fieri del fatto che in questo momento storico un taglio alle loro pensioni servirà al popolo stesso di cui fanno parte anche loro…non capisco tanto sdegno.

  3. Continuano a combattere ,poveretti per il loro posto di lavoro, per pochi miserabili spiccioli che servono a sfamare la loro prole. Miserabili! E si ergono a difensori del popolo.

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