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Roma, 27 mar – Se il caso Diciotti è ormai un vecchio ricordo, il ministro dell’Interno Matteo Salvini adesso rischia di essere processato per quello della Sea Watch. Secondo i magistrati della Procura di Roma, che hanno inviato un fascicolo ai colleghi di Siracusa relativamente alla vicenda della nave Ong, bloccata per 12 giorni davanti al porto della città siciliana prima del via libera allo sbarco a Catania il 31 gennaio scorso, ci sarebbero elementi per contestare il reato di sequestro di persona. Di conseguenza adesso spetta ai giudici di Siracusa valutare se vi siano profili di competenza del tribunale dei ministri di Catania.

Il procedimento, coordinato dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco, fu avviato alla luce di un esposto presentato il primo febbraio in cui si ipotizzava il reato di omissioni di atti di ufficio. I magistrati romani hanno effettuato una serie di accertamenti delegati alla Guardia Costiera da cui risulterebbe che la vicenda della Ong tedesca (battente bandiera olandese) SeaWatch, sarebbe paragonabile a quella della nave Diciotti. Per i giudici il reato più grave da ravvisare sarebbe quindi quello di sequestro di persona, cosa che radica il procedimento nel luogo in cui sarebbe avvenuta la limitazione della libertà personale.

Salvini non cambia linea

“Trasmetterò gli atti a Catania perché per i reati che ipotizzano responsabilità ministeriali la competenza è la procura di Catania”, ha dichiarato all’Agi il capo della procura di Siracusa, Fabio Scavone. “Gli atti da Roma – ha detto Scavone – mi sono arrivati ieri, ma le eventuali responsabilità di un ministro o anche delle persone, che non sono ministri, ma le cui azioni sono connesse a quelle del ministro, sono di competenza della procura di Catania”. Dunque Salvini adesso rischia di trovarsi di nuovo di fronte all’ipotesi di essere processato.

Ma il vicepremier è deciso a non cambiare linea. “Da Roma un atto sul fermo della Sea Watch è stato mandato in Sicilia. E’ in arrivo un altro processo nei confronti del cattivone Salvini? Lo scopriremo insieme solo vivendo. Di certo io non cambio idea, in Italia si arriva solo col permesso. Possono denunciare quanto vogliono, i porti italiani sono chiusi”. Lo ha detto il ministro dell’Interno durante una diretta su Facebook.

Eugenio Palazzini

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6 Commenti

  1. Che schifo di paese da vomito……… Magistrati politicizzati,prendano la tessera piddina e facciano politica……… Il problema non sono gli spacciatori africani e la mafia nigeriana, il problema è salvini che non fa entrare milioni di negroidi……….che pena,che nausea, che ignobile comportamento………questa è la nostra magistratura, impunita ed impunibile,una casta di intoccabili che , quando il popolo italiano sceglie di premiare una forza politica diversa dal pd, interviene pesantemente e spudoratamente per ribaltare l’esito di presunte pseudo libere elezioni………..e ci prendono pure per il culo con sto cazzo di repubblica…………la definirei una dittatura sinistra codarda con l’intento malcelato di ottenere una sostituzione razziale ed eliminazione fisica del popolo italiano. Da vomito.

    • Ma se abbiamo avuto direttive dall’ue di non farli scendere sono stati riconciliati curati quali minori non ne ho visti qua c’è sempre lo zampino di Soros Bonino e pd ma della causa che chiedevano i soldi non ho letto più niente

  2. Voglio fare una domanda alle persone pro-immigrati (Vauro, Renzi’ Boldrini etc) ma se tutta l’Africa si sposta in Italia, noi italiani dove possiamo trovare rifugio?

    • Chiaro,in Africa.
      Con questa scusa andremmo a costruire loro città,strade,reti ferroviarie,reti fognarie.
      Peccato che al primo colpo di Stato..il primo capoccia negro di turno ci ringrazierà cacciandoci a suon di fucilate.
      Nonostante tutto il lavoro.

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