Roma, 30 gen – “Missione compiuta! Ancora una volta, grazie all’impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale, l’Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità. Sei Paesi hanno accettato di accogliere gli immigrati a bordo della Sea Watch 3, coordinandosi con la Commissione europea: si tratta di Francia, Portogallo, Germania, Malta, Lussemburgo e Romania“. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini annuncia lo sbarco imminente dei 47 immigrati irregolari a bordo della nave Ong al largo di Siracusa.
Sia chiaro, ai sei Paesi in questione va aggiunta anche l’Italia.

“Auspichiamo inoltre – aggiunge il vicepremier – che, in base alla documentazione racconta, venga aperta un’indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong. L’obiettivo è stato anche in questo caso trovare una soluzione che possa conciliare la sicurezza delle persone in mare con quella di un Paese, l’Italia, che non è più disposto a essere il rifugio di tutti i clandestini d’Europa”.

“Fra qualche ora – aveva fatto sapere poco prima il premier Giuseppe Conte – inizieranno le operazioni di sbarco della Sea Watch”.

Ora il governo Lega-M5S aspetta la formalizzazione dell’accordo con gli altri Paesi Ue.

Le reazioni dei Paesi Ue

Malta ci sarà come c’è sempre stata. Per noi la parola solidarietà non è un concetto flessibile che si applica solo quando siamo noi a chiederla. E’ una costante”, assicura il premier maltese Joseph Muscat.
In realtà il governo della Valletta negli ultimi tempi spesso ha cercato di “accollare” gli immigrati sulle navi degli scafisti all’Italia.

La Germania ha ribadito di essere disponibile. “Accoglieremo una parte dei profughi in modo che possano chiedere asilo e protezione qui”, ha dichiarato il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. E’ chiaro che “serve una soluzione comune e duratura in Europa“, ha aggiunto.

Le operazioni di sbarco

Al Viminale stanno già mettendo a punto le modalità dello sbarco. I 47 immigrati, una volta a terra, saranno portati in autobus in un hotspot a Pozzallo o a Messina. Qui verranno identificati e aspetteranno di essere trasferiti nei Paesi europei che hanno dato la disponibilità.

Sempre oggi era arrivato il no della alla Corte dei diritti dell’uomo alla richiesta della Ong tedesca Sea Watch di imporre al governo italiano di sbarcare gli immigrati a bordo della nave.

Al di là dei toni trionfalistici di Salvini, rispetto alla linea dei porti chiusi quello del governo gialloverde è comunque un cedimento, un dietrofont. E non è neanche detto che poi – come è già accaduto con la Diciotti – i Paesi accoglieranno per davvero gli immigrati.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Ma scusate, e la Sea watch libera fra qualche giorno di tornare davanti alla Libia per raccattarne altri e tornare di nuovo in Sicilia a fare la solita manfrina?
    Per me è l’ennesimo arrendersi di Salvini & C. che poi travestono da successo diplomatico.
    La Sea Watch andrebbe ora sequestrata e l’equipaggio arrestato, ma non avverrà mai!

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