Siena, 25 giu – Come si è visto dai risultati elettorali delle amministrative le roccaforti rosse, in particolar modo quelle di Toscana, Emilia e Umbria sono definitivamente sparite. Il centrodestra ha vinto a Pisa, a Siena, a Massa, storici baluardi della sinistra. Di particolare interesse però, è il caso di Siena, dove il centrodestra ha vinto di un soffio, strappando la città di Mps per la prima volta al centrosinistra, anche grazie all’appoggio di CasaPound.
Il candidato Luigi De Mossi è il nuovo sindaco del capoluogo toscano, e ha battuto di misura il sindaco uscente piddino Bruno Valentini, 50,8% contro 49,2%. Al primo turno l’ex sindaco Valentini aveva ottenuto il 27,41%, mentre De Mossi era arrivato secondo con il 24,24%. Decisivo, quindi il sostegno a De Mossi da parte di CasaPound, con il candidato sindaco Sergio Fucito che al primo turno aveva raccolto 569 consensi, pari al 2,15%.
Secco il commento del nuovo primo cittadino, che ha parlato di una “vittoria storica”, affermando: “Abbiamo cambiato la storia di questa città. Il mio gruppo, il gruppo di persone che mi ha appoggiato, ha questo merito. Non abbiamo voluto fare apparentamenti, mantenendo la nostra coalizione tutta unita e questo ci ha consentito di dialogare con tutti”. Un chiaro riferimento, quello degli apparentamenti, all’endorsement che al sindaco uscente era arrivato da Pierluigi Piccini, terzo classificato al primo turno e sedicente candidato antisistema.
La tartaruga frecciata aveva dato ufficialmente il suo appoggio a De Mossi alla vigilia del ballottaggio, determinando così la vittoria di De Mossi. In una nota la locale sezione di CasaPound Italia si auspicava che “Dopo settantacinque anni la dittatura ‘del sorriso’ della sinistra a Siena” potesse essere “giunta al termine”. CasaPound aveva anche ricordato che “Bruno Valentini, dopo un innaturale apparentamento con Pierluigi Piccini, sventola fiero la bandiera del buon governo dimenticandosi che in cinque anni il Partito Democratico ha dimezzato i suoi consensi”.
Di qui un appello a tutti i senesi a “ricordarsi chi ha messo la nostra amata città in ginocchio” e ancora a “ricordarsi che questo apparentamento innaturale nasce da un accordo di poltrone tra due ‘arnesi dello stesso sistema’ che hanno già governato contribuendo alla situazione attuale. È arrivato il momento di dire basta con questi giochi di potere che gravano sulla pelle di ogni cittadino. Ci pare vitale percorrere un unica strada possibile, quella del cambiamento”. I senesi hanno ascoltato l’appello e la sinistra a Siena è stata sconfitta. Definitivamente.
Anna Pedri

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