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Roma, 18 mag – Salvini e Di Maio si stanno confrontando sul nome del premier, che lunedì dovranno comunicare a Mattarella, i grillini stanno votando il contratto di programma sulla piattaforma Rousseau (i leghisti lo faranno nei gazebo nel fine settimana), e intanto nuovi sondaggi (che vanno sempre presi con le pinze, sia chiaro) ci danno il quadro di cosa accadrebbe se si votasse oggi.
Sul fronte delle liste, il Movimento 5 Stelle resta il primo partito, ma decisamente in calo rispetto alla settimana scorsa e soprattutto (per la prima volta dal dopo-elezioni) rispetto alle politiche del 4 marzo. Secondo Ixè il M5S è sceso dal 34% al 31,5% in un mese; per la Emg, il Movimento ha perso addirittura quasi quattro punti in due settimane (dal 34,5% al 30,8%). Il trend potrebbe risentire dei continui “tira e molla” sul programma del leader Di Maio, così come del fatto che abbia tentato di aprire all'”odiato” Pd.
Al contrario, è in crescita la Lega, che questa settimana vale mediamente il 22,6%, oltre cinque punti in più rispetto alle politiche (per Swg schizza addirittura al 25,5%). Il partito di Salvini è, in questo momento, l’unica formazione a guadagnare voti rispetto al 4 marzo. Il Partito Democratico (17,8%) e Forza Italia (11,9%) sono in calo rispetto al risultato elettorale, ma mostrano comunque una stabilità per certi versi inspiegabile. Tuttavia, il partito di Berlusconi sembra non aver beneficiato – almeno per adesso – della “riabilitazione” del Cavaliere. Forza Italia va comunque tenuta d’occhio nelle prossime settimane, soprattutto per le ripercussioni che avrà l’esito delle trattative Di Maio-Salvini per il governo.
Un dato indicativo è che, secondo una ricerca di Demopolis, tra chi ha votato Forza Italia alle ultime politiche ben il 26% oggi sceglierebbe la Lega. Se l’accordo Lega-M5S dovesse incontrare l’opposizione dura da parte degli altri partiti di centrodestra, è possibile che almeno una parte di questi elettori “tornino all’ovile”.
In ogni caso, a tutt’oggi, la coalizione di centrodestra sarebbe ancora l’area politica più votata con il 39% (due punti in più rispetto alle politiche), ad un soffio quindi dalla possibilità di governare da sola.
Una buona notizia, a giudicare da un recente sondaggio della Swg, è che il 45% degli italiani auspica che si formi un governo politico Lega-5 Stelle, mentre soltanto il 26% avrebbe preferito il governo “neutrale” (leggi governo tecnico) proposto dal presidente Mattarella.
Veniamo ai punti di disaccordo tra grillini e leghisti: i due terzi degli elettori della Lega, ad esempio, sarebbero favorevoli alla flat tax, mentre lo sarebbe solo il 30% degli elettori M5S (sondaggio Ixè); mentre il blocco dell’immigrazione è visto come una priorità dal 55% degli elettori leghisti ma solo da un elettore grillino su quattro (sondaggio Swg).
Più in generale, per Emg il 27,1% degli italiani chiede la riforma delle norme sul lavoro e del Jobs Act. Il 25% una riduzione della pressione fiscale e l’approvazione della flat tax. Il 16,7% vuole una modifica della legge Fornero, il 14,6% una maggiore regolamentazione dei flussi d’immigrazione, il 10,4% il reddito di cittadinanza.
Per quanto riguarda i leader, secondo Piepoli, la classifica è guidata da Sergio Mattarella (66%), Luigi Di Maio (38%), Paolo Gentiloni (37%), Matteo Salvini (36%). Sempre Piepoli ha chiesto agli italiani di esprimersi sulla probabile durata di un governo Lega-5 Stelle: il 20% crede si arrivi fino all’autunno del 2018. Il 16% fino a dicembre 2018. Il 19% crede che l’alleanza giallo-verde possa resistere per tutta la legislatura.
Adolfo Spezzaferro



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