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Roma, 25 feb – Governo al completo con la nomina di 39 sottosegretari, di cui sei viceministri, ma per trovare la quadra il premier Draghi si è dovuto confrontare con i veti incrociati dei partiti. Risultato: 11 poltrone in quota Movimento 5 Stelle, 9 Lega, 6 Forza Italia, 6 Partito Democratico, 2 Italia Viva, 1 Centro democratico, 1 +Europa, 1 LeU, 1 Cambiamo!. A questi si aggiunge la nomina – voluta direttamente dal premier – del capo della Polizia Franco Gabrielli a sottosegretario alla sicurezza della Repubblica. Vediamo chi vince e chi perde e se ci sono alti profili in questo “governo dei migliori” che dei migliori non è.

Draghi impone ai partiti di trovare la quadra in Cdm

Draghi si è imposto sui partiti che pensavano di poter rinviare ancora la partita delle nomine e continuare i loro giochetti e a sorpresa ieri ha imposto che il nodo venisse sciolto nel Consiglio dei ministri. Clima tutt’altro che disteso perché alcuni nomi non andavano bene ai vari partiti della variopinta maggioranza. Pertanto tra spostamenti e in altre caselle e trombati in nome del compromesso alla fine la lista è arrivata. Inutile dire che il Cdm è stato anche sospeso per un’ora per le difficoltà emerse proprio perché stavolta non decideva solo Draghi – come per i ministri.

Il ricco bottino di Lega e Forza Italia

In sostanza il quadro che emerge – al netto dell’applicazione rigorosa del manuale Cencelli sulle nomine in base al peso dei gruppi parlamentari e del rispetto della parità di genere (19 donne su 39) – è di un’affermazione di Lega e Forza Italia, che incassano poltrone chiave. Partito democratico e Movimento 5 Stelle obtorto collo devono accettare che Forza Italia ottiene due caselle fondamentali e che rispondono a pieno alle richieste di Berlusconi: quella all’Editoria (Giuseppe Moles) e quella alla Giustizia (Francesco Paolo Sisto). C’è da dire che inizialmente all’Editoria doveva andare Giorgio Mulè, oggi portavoce FI di Camera e Senato ma giornalista già direttore di Studio Aperto e di Panorama. Troppo berlusconiano, dunque. Pertanto è stato spostato alla Difesa.

Bottino ricco anche per la Lega. Uomini di strettissima fiducia di Matteo Salvini – anche per compensare i ministri più vicini a Giorgetti e Zaia – sono stati piazzati in ministeri chiave. Nicola Molteni, artefice della linea dura contro gli sbarchi dei clandestini nel Conte I, torna proprio al Viminale. Claudio Durigon all’Economia, Gian Marco Centinaio alle Politiche agricole (era già stato ministro), nonostante il mal di pancia del ministro grillino Patuanelli. Alessandro Morelli viceministro alle Infrastrutture e Lucia Borgonzoni ai Beni culturali.

Nel M5S la Castelli confermata viceministro al Mef

Nel M5S, con un Vito Crimi reggente uscente senza poltrone, si afferma la linea di Di Maio, che ottiene l’unico viceministro del Mef con la riconferma di Laura Castelli. Ma incassa anche Carlo Sibilia all’Interno. E infine Alessandra Todde, viceministro al Mise come contrappeso per Giorgetti, anche lei molto legata al ministro degli Esteri. Confermato Pierpaolo Sileri alla Salute. Grande escluso Stefano Buffagni, ex viceministro al Mise.

Italia Viva ripiazza i due mancanti del Conte bis: Scalfarotto e Bellanova

Ottimo risultato per la piccola Italia Viva – non dimentichiamoci che Renzi ha scatenato la crisi di governo che ha permesso a Mattarella di far scendere in campo Draghi – che riconferma i nomi mancanti del Conte bis: Ivan Scalfarotto al Viminale e Teresa Bellanova viceministro alle Infrastrutture.

Nel Pd è scontro tra correnti: vince Zingaretti

Nel Pd, dilaniato dalle lotte intestine e con un segretario a rischio in caso di congresso, le nomine ottenute sono il frutto dello scontro durissimo tra le correnti. Trombato Andrea Martella, sottosegretario uscente all’Editoria. Ma il suo capo corrente, il ministro Orlando, ha perso altri suoi uomini nello scontro con Zingaretti. Uno su tutti, Antonio Misiani, viceministro uscente al Mef, dove il Pd piazza Alessandra Sartore, assessore al Bilancio della Regione Lazio e donna di fiducia del segretario. Assuntela Messina, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione e Transizione digitale, invece spunta fuori come espressione dell’area di riferimento del governatore della Puglia Michele Emiliano. Confermata Marina Sereni come viceministro alla Farnesina, molto vicina al ministro Franceschini. Tuttavia alla fine i dem restano a bocca asciutta in dicasteri chiave come Interno e Giustizia.

Tabacci al coordinamento della politica economica, l’uomo simbolo del “governo dei migliori”

Menzione speciale infine per Bruno Tabacci, presidente di Centro democratico, nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio per il coordinamento della politica economica (sic!). Ex Dc, ex boiardo di Stato, ex Udc, poi in +Europa con la Bonino, contiano nei “responsabili”, ha cambiato circa sette partiti e oggi va a Palazzo Chigi. E’ lui il simbolo di questo “governo dei migliori” che dei migliori non è. Dimenticavamo, manca ancora la nomina del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport. Staremo a vedere.

Ecco tutte le nomine:

Presidenza del Consiglio
Deborah Bergamini (Forza Italia), Simona Malpezzi (Pd): rapporti con il Parlamento
Dalila Nesci(M5S): Sud e coesione territoriale
Assunta Messina (Pd): innovazione tecnologica e transizione digitale
Vincenzo Amendola (Pd): affari europei
Giuseppe Moles (Forza Italia): informazione ed editoria
Bruno Tabacci (Centro democratico): coordinamento della politica economica
Franco Gabrielli: sicurezza della Repubblica

Esteri e cooperazione internazionale
Marina Sereni (Pd) – viceministro
Manlio Di Stefano (M5S)
Benedetto Della Vedova (+Europa)

Interno
Nicola Molteni (Lega)
Ivan Scalfarotto (Iv)
Carlo Sibilia (M5S)

Giustizia
Anna Macina (M5S)
Francesco Paolo Sisto (Forza Italia)

Difesa
Giorgio Mulé (Forza Italia)
Stefania Pucciarelli (Lega)

Economia
Laura Castelli (M5S) – viceministro
Claudio Durigon (Lega)
Maria Cecilia Guerra (Leu)
Alessandra Sartore (Pd)

Sviluppo economico
Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia) – viceministro
Alessandra Todde (M5S) – viceministro
Anna Ascani (Pd)

Politiche agricole alimentari e forestali
Francesco Battistoni (Forza Italia)
Gian Marco Centinaio (Lega)

Transizione ecologica
Ilaria Fontana (M5S)
Vannia Gava (Lega)

Infrastrutture e trasporti
Teresa Bellanova (Iv) – viceministro
Alessandro Morelli (Lega) – viceministro
Giancarlo Cancelleri (M5S)

Lavoro e politiche sociali
Rossella Accoto (M5S)
Tiziana Nisini (Lega)

Istruzione
Barbara Floridia (M5S)
Rossano Sasso (Lega)

Beni e attività culturali
Lucia Borgonzoni (Lega)

Salute
Pierpaolo Sileri (M5S)
Andrea Costa (Cambiamo!)

Adolfo Spezzaferro

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