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Roma, 9 lug – “Vi ricordate il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari che abbiamo fatto nei mesi scorsi? Qualcuno ha fatto ricorso per conservare il privilegio che percepiva ingiustamente da anni. Ma oggi è arrivata una bellissima notizia: la Cassazione ha bocciato il ricorso! Perché sui vitalizi e sulle indennità parlamentari decidono solo gli organi dell’autodichia, a garanzia dell’autonomia del Parlamento. E gli Uffici di Presidenza delle Camere, anche grazie ai nostri portavoce, hanno deciso di tagliare questi privilegi assolutamente iniqui”. Così esulta su Facebook il capo politico del M5S Luigi Di Maio visto che da sempre uno dei cavalli di battaglia del Movimento è proprio eliminare tale privilegio. “Con l’eliminazione dei vitalizi sapete quanto andremo a risparmiare? Circa 280 milioni, tra Camera e Senato, a legislatura. Soldi che invece di finire nelle tasche di pochi privilegiati potranno essere usati a favore degli italiani”, conclude il vicepremier.

Fico: “Misura importante di cui vado orgoglioso”

Il superamento dei vitalizi è una misura importante di cui vado orgoglioso” scrive su Twitter il presidente della Camera, Roberto Fico. “L’ordinanza emessa dalla Cassazione – dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro – ribadisce l’autonomia delle Camere e stabilisce che il Parlamento è l’organo legittimato a determinare il taglio dei vitalizi secondo il principio dell’autodichia (la capacità di risolvere le controversie senza rivolgersi a tribunali esterni, ndr). Ci dicevano che sarebbe stato impossibile ma ancora una volta i fatti ci danno ragione. I vitalizi furono introdotti poco prima di Natale del 1954, di notte, con una delibera approvata in gran segreto dall’Ufficio di Presidenza della Camera. Oggi, 65 anni dopo, con lo stesso strumento e alla luce del sole, li abbiamo cancellati”. Fraccaro si augura “che, dopo questo pronunciamento della Suprema Corte, non ci siano altri tentativi di ritorno al passato per ripristinare insopportabili ingiustizie sociali che i cittadini non sono più disposti a tollerare. A nessun livello. Dopo il taglio dei vitalizi alla Camera e al Senato, la stessa misura si sta infatti adottando in tutti i consigli regionali d’Italia, un risultato storico per il nostro Paese”.

Forse per gli ex parlamentari non tutto è perduto

Ma forse non tutto è perduto per gli ex parlamentari che si sono visti dimezzare il vitalizio dal governo Lega-M5S: la Cassazione ha infatti stabilito che sui tagli delle pensioni degli ex onorevoli il solo organismo che ha titolo per decidere è la Camera con il suo “governo interno”, tuttavia il Consiglio di Giurisdizione della Camera – afferma la Suprema Corte – è legittimato “a sollevare questioni di legittimità costituzionale”. Pertanto chi – come il professor Paolo Armaroli, ex onorevole promotore del primo ricorso alla Suprema Corte contro la maxi sforbiciata – ritiene che i tagli abbiano leso “diritti fondamentali”, o nutre dubbi “di legittimità costituzionale” delle norme che hanno prodotto questo risultato, può evidenziarli “davanti al Consiglio di Giurisdizione della Camera dei deputati”. E’ lì quindi che riprenderà la battaglia, ora che la Cassazione ha stabilito che la materia non può essere decisa né dal giudice ordinario né da quello amministrativo. Lo spiraglio della Consulta c’è. Staremo a vedere quanto gli ex parlamentari – e quindi in qualche modo i partiti di riferimento – vorranno insistere mantenendo una posizione a dir poco impopolare.

Adolfo Spezzaferro

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