Torino, 26 giu – Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio spinge per avere il sostegno ufficiale del governo Conte sulla Tav, ora che sono stati approvati gli “avvisi di interesse” per i lavori del versante italiano e che la Ue chiede un impegno formale da parte di Italia e Francia (altrimenti niente fondi). Ora quindi, anche visto il pressing del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, il Movimento 5 Stelle – notoriamente pieno zeppo (anche al governo) di No Tav – dovrà obtorto collo dare l’ok alla Torino-Lione. Anche perché indietro non si torna (e comunque sarebbe oltremodo costoso).

La Ue ci fa un ulteriore sconto finanziando il 50% dei lavori

Martedì il consiglio di amministrazione di Telt, la società controllata da Francia e Italia che si occuperà di gestire i lavori di scavo del tunnel di base della Tav, ha approvato la pubblicazione degli “avvisi di interesse” per l’assegnazione dei bandi per la costruzione delle gallerie sul versante italiano. E’ un importante passaggio formale per l’inizio dei lavori per la Tav, dopo che la stessa cosa era stata fatta pochi mesi fa per i lavori sul versante francese. Dal canto suo, l’Unione europea ha comunicato di voler alzare al 50 per cento la quota dei suoi finanziamenti per i lavori per le tratte nazionali della Tav e al 55 per cento il suo contributo per la parte internazionale del progetto. Spiega La Stampa che “per l’Italia questo significa uno sconto complessivo di 1,6 miliardi. La spesa per il governo di Roma scenderebbe da 3,104 miliardi per il tunnel di base a 2,367 miliardi, mentre la spesa per il collegamento che da Bussoleno, nella piana della Valsusa, arriva a Torino verrebbe dimezzata scendendo da 1,7 miliardi a 850 milioni”.

Bruxelles chiede che Roma e Parigi rinnovino il sostegno all’opera

In cambio dell’aumento dei finanziamenti, però, la Ue ha chiesto ai governi di Francia e Italia di rinnovare il loro sostegno all’opera, e di farlo presto: entro 15 giorni, dice sempre La Stampa. A questo punto il presidente del Consiglio dovrebbe dare l’ok ufficiale alla costruzione dell’opera. Anche perché i due capi della commissione che si è occupata dell’ultima analisi costi-benefici – Marco Ponti e Francesco Ramella – hanno fatto sapere che anche il ministero dei Trasporti (sì, proprio quello del No Tav Danilo Toninelli) si è fatto convincere a sostenere la Tav.

Conte dovrà nominare un nuovo presidente dell’Osservatorio

A Conte la Regione Piemonte chiederà anche di nominare al più presto il nuovo presidente dell’Osservatorio per procedere con le compensazioni, le risorse che spettano ai comuni su cui ricadono i disagi dei cantieri per l’opera. “Sono stati già stanziati 42 milioni di euro. Fondi che vanno immediatamente dati al territorio. Ci batteremo – incalza il governatore Cirio – per portare lo stanziamento complessivo, come promesso, a 100 milioni“. Il presidente della Regione Piemonte può contare sull’assist di Salvini, che proprio ieri ha bocciato l’ipotesi di una “Tav leggera”, ventilata dalla sottosegretaria M5S all’economia, la torinese Laura Castelli. L’ultima parola però spetta a Conte. Ma, dopo la riunione del Cda di Telt, gli industriali piemontesi scalpitano: “E’ una splendida notizia – esulta il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli – . La Torino-Lione è una grande opportunità di connettere all’Europa la nostra regione, ma adesso è necessario partire spediti per recuperare il tempo perduto“.

A questo punto Di Maio, Toninelli e gli altri 5 Stelle dovranno farsene una ragione. Anche perché – in caso si opponessero ancora – servirebbero a Salvini il casus belli per mandare tutti a casa.

Adolfo Spezzaferro

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