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Roma, 2 feb – I giallofucsia si scontrano pure sulla giustizia: il tavolo della trattativa, prorogato fino alle 16, è un fallimento. Italia Viva “non condivide il lodo Orlando. Non c’è nessun accordo sulla prescrizione e sul processo penale”. Così i renziani fanno tramontare le speranze di un’intesa sulla giustizia mentre al tavolo programmatico Pd, M5S e Iv sono ancora in disaccordo praticamente su tutto.



No di Iv alla proposta M5S-Pd sulla riforma della giustizia

Niente da fare, dunque, per la proposta avanzata dal Pd, che vedrebbe anche il favore dei 5 Stelle, per prendersi un anno di tempo per mettere mano alla riforma della giustizia penale che taglia i tempi dei processi. E, nel caso in cui l’obiettivo non venisse raggiunto, allora si agirebbe modificando la normativa sulla prescrizione. Al contempo si darebbe avvio al tavolo di monitoraggio sulla prescrizione per valutare gli effetti della riforma inserita nella cosiddetta “spazzacorrotti”. Ma i renziani non ci stanno.

Slitta la chiusura del tavolo della trattativa. Iv: “Nessun passo avanti”

Il tavolo intanto è stato sospeso proprio per una assemblea di Italia Viva, che neanche aspetta l’esito della trattativa. Dunque la fine dei lavori del tavolo slitterà fino a circa le 16. In mattinata l’ex sottosegretario Ivan Scalfarotto, intervenuto ad Agorà Rai Tre aveva commentato: “Non sono così sicuro che sia certo un Conte ter, stiamo ancora discutendo“. Anche l’ex ministro Teresa Bellanova aveva fatto presente quanto il nome dell’ex avvocato del popolo oggi strenuo difensore della sua poltrona fosse così esageratamente a cuore dei dem. “Conte punto di partenza e arrivo per il Pd? Beati loro che hanno solo questo problema. Per noi il problema, ad esempio, è la giustizia. Noi ci poniamo il problema dell’economia, abbiamo perso 440mila posti di lavoro”, era stato il commento della renziana. E allo stato attuale la posizione di Iv non è mutata, lo conferma Maria Elena Boschi, secondo cui “non ci sono passi avanti“. Ecco perché appare davvero difficile che la trattativa – che come fa presente LeU è soprattutto sul nome del premier – possa sbloccarsi.

Stasera Fico dovrà riferire a Mattarella

Come se non bastasse poi lo scoglio giustizia, sul tavolo ci sono anche i dossier istruzione (i 5 Stelle rinunceranno alla Azzolina?), cultura e turismo. Fronti che si aggiungono a quelli già aperti dai renziani (a partire dal Mes) e che vedono il no dei 5 Stelle, che anzi rilanciano su reddito di cittadinanza, salario minimo, equo compenso. Il presidente della Repubblica ha dato tempo fino a oggi al presidente della Camera Roberto Fico per esplorare se ci sono le condizioni per un nuovo governo espressione della maggioranza giallofucsia. Non è escluso in tal senso che il “compagno” Fico stasera chieda a Mattarella altro tempo nella speranza che i partiti trovino l’accordo.

Certo è che se Pd e M5S si dovessero impuntare sul nome di Conte, per spuntarla saranno costretti necessariamente ad accontentare Renzi su tutta la linea. Possibile che il premier dimissionario ne valga così tanto la pena? Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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