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Roma, 4 feb – Mentre il premier incaricato Mario Draghi si accinge ad avviare le consultazioni con i partiti impazza il totonomi dei ministri del prossimo governo e gli occhi sono puntati proprio sull’ex numero uno della Bce: si terrà il ministero dell’Economia ad interim, come fece Mario Monti? A dire il vero fare dei pronostici sulla composizione del prossimo esecutivo è un esercizio di fantapolitica – se non puro azzardo – visto e considerato che non è ancora chiaro quanti ministri politici ci saranno e di quali partiti, soprattutto.



Ministeri ai partiti? Difficile che siano quelli economici

I 5 Stelle alla fine si spaccheranno in due? E a qualche governista di peso andrà qualche poltrona? Forza Italia, che scalpita di tornare al governo, sarà ricompensata del sostegno a Draghi? Se per Pd e Italia Viva il problema non si pone perché è già più che chiaro che appoggeranno l’ex numero uno di Bankitalia, di certo Renzi non può sperare di ottenere un ministero economico. Né Zingaretti può pensare che il suo Gualtieri non venga tolto dal Mef, il dicastero chiave, insieme al Mise, per gestire i 200 miliardi Ue del Recovery plan. Ricordiamoci che Draghi sarà premier proprio perché ci sono in ballo tutti questi soldi. Pertanto se lui, come immaginiamo, terrà ad interim il ministero dell’Economia, quello dello Sviluppo economico andrà quasi sicuramente ad un altro tecnico. Ma vediamo quali sono i papabili più accreditati in queste ore.

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Ci saranno due vicepremier politici?

Se come immaginiamo sarà un governo istituzionale composto sia da tecnici che da politici (come suggerito da Mattarella), è possibile che ci saranno due vicepremier politici. Ma per queste due figure allo stato attuale è impossibile fare pronostici: non si sa ancora se il M5S, in parte o al completo, sarà o meno della partita.

Fabio Panetta (Bce) potrebbe avere un ruolo chiave nel Recovery plan

Ma anche se è prematuro circolano già nomi più di altri. In cima al totonomi dei ministri tecnici c’è sicuramente quello di Fabio Panetta, membro del board della Bce, molto stimato da Draghi, che potrebbe andare a un ministero economico oppure avere un ruolo chiave nella gestione del Recovery plan. A meno che non sarà istituito proprio un ministero apposta per i soldi Ue (come ipotizzato qui).

Cartabia, Giovannini, Belloni, Capua: ecco il totonomi dei tecnici in lizza

Altro nome che gira è quello di Marta Cartabia, molto a cuore a Mattarella e già presidente della Corte costituzionale, che potrebbe andare alla Giustizia. In alternativa la Cartabia potrebbe sostituire la Lamorgese all’Interno. In quel caso come Guardasigilli ci sarebbe Sabino Cassese. Enrico Giovannini, già ministro del Lavoro nel governo Letta, potrebbe tornare proprio alla guida di quel dicastero (o anche all’Ambiente). Elisabetta Belloni, segretaria generale della Farnesina, potrebbe andare a guidare il ministero degli Esteri. Al ministero della Salute, dicastero chiave nella gestione della pandemia, potrebbe andare la virologa “super star” Ilaria Capua (già nelle file del Pd), ma anche l’attuale coordinatore del Cts Agostino Miozzo.

Cottarelli, Colao, Boeri: pure loro potrebbero tornare in pista

Non si escludono incarichi anche per mister spending review Carlo Cottarelli, per il super manager Vittorio Colao (che ha guidato la task force per la fase 2 nel Conte bis) e per  Roberto Cingolani, responsabile dell’Innovazione tecnologica di Leonardo. Circolano infine anche i nomi di Tito Boeri (ex Inps), di Paola Severino (in lizza per la Giustizia). Per quanto riguarda i politici, infine, girano i nomi di Mara Carfagna e Emma Bonino.

Adolfo Spezzaferro

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