Roma, 16 lug – Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta torna all’attacco del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Stavolta lo fa sul fronte dei fondi per l’operazione Strade Sicure. “Mi aspetto una risposta chiara. Io i miei ragazzi non li lascio soli. Io voglio una spiegazione a questa ingiustizia. Il Viminale spieghi!“, scrive la Trenta su Facebook a proposito del no che sarebbe arrivato dal Viminale a un emendamento per i fondi a Strade Sicure. Scrive il ministro: “I nostri ragazzi di Strade Sicure vigilano ogni giorno per la nostra sicurezza. Sono uomini e donne che meritano rispetto. E lo ripeto: rispetto! Fanno turni stancanti, pesanti e solo una piccolissima parte di straordinari possono essergli riconosciuti. Sono 7 milioni di euro, la Difesa ce li ha e io ho deciso, attraverso un emendamento al Dl Sicurezza bis, di metterli sul piatto per riconoscere a questi ragazzi quello che, più semplicemente, rappresenta un loro diritto. Se ti spacchi la schiena e lavori il doppio per la sicurezza del Paese, rischiando a volte la vita stessa, lo Stato non si può girare dall’altra parte”.

Le accuse del titolare della Difesa e la smentita della Lega

“Ma proprio in questo momento dal Viminale, che ha competenza in materia, ci è stato comunicato che c’è l’orientamento ad esprimere parere negativo sull’emendamento, che tra l’altro ha già avuto il parere positivo di altri dicasteri dopo essere stato rivisto dal Mef“, è l’accusa della Trenta. “Ed ora voglio capire il perché. Lo esigo! Voglio capire se esistono figli e figliastri, visto che nemmeno due giorni fa ho sentito alzare la voce sulla presunta inammissibilità di altri emendamenti per i corpi di polizia civile, fortunatamente poi passati”, conclude.


Ma sul polverone alzato dalla Trenta, la Lega ha tutt’altro parere. In merito alle accuse che dal Viminale sarebbe arrivato un parere negativo rispetto all’emendamento, fonti leghiste in commissione Affari costituzionali fanno sapere: “Non ci risulta nulla di tutto ciò“. “Davvero non sappiamo di che parla“, sottolineano le stesse fonti. In ogni caso,  ribadiscono, non “risulta alla Lega una posizione negativa sulla vicenda”.

Insomma, quel che salta agli occhi è che il ministro della Difesa, che – lo ricordiamo – è espressione del M5S, da quando è attenzionata da Salvini sul fronte immigrazione e porti chiusi non manca di attaccare il Viminale e di mettersi di traverso rispetto alle direttive impartite dal ministero dell’Interno. Il tutto aumentando la tensione nella maggioranza, già ai ferri corti su altri fronti.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. E’ evidente che i 5stelle voglionom far cadere il governo per allearsi con gli altri onestà onestà, il pd.Ma non possono prenderne il peso politico di fronte all’ elettorato e quindi attaccano Salvini sperando che tagli lui la spina

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