Roma, 30 ago – L’Ue stringe sul tetto al prezzo del gas, come riporta l’Ansa, e la questione è serissima, viste le quotazioni ormai folli e schizzate dell’ultima settimana e le previsioni catastrofiche per il prossimo anno riguardanti l’energia in generale.

Ue, il tetto al prezzo del gas

Negli ambienti Ue la discussione sul tetto al prezzo del gas si è fatta logicamente più intensa nelle ultime settimane. C’è chi chiede una riforma strutturale nel mercato dell’elettricità per frenare l’impennata dei prezzi. Il presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen così si esprime a riguardo: “Dobbiamo fare una riforma strutturale di ampia portata del mercato dell’elettricità. Questo all’inizio del prossimo anno. Abbiamo bisogno di uno strumento di emergenza che agisca più rapidamente. Stiamo parlando di settimane”. Mentre il gas cala a 272 euro, il prossimo 9 settembre si riunirà il Consiglio dei ministri dell’energia. La Von der Leyen inoltre dichiara che “porre fine alla nostra dipendenza dai combustibili fossili russi è solo il primo passo. L’aumento vertiginoso dei prezzi dell’elettricità sta mettendo a nudo i limiti dell’attuale struttura del mercato elettrico, che è stato sviluppato per circostanze diverse. Per questo stiamo lavorando a un intervento di emergenza e a una riforma strutturale del mercato dell’elettricità”

Ecco quanto ci chiedono di consumare in meno

Oltre all’ormai classico (e sempre più realistico) “dobbiamo prepararci a una potenziale interruzione totale del gas russo” Von der Leyen ricorda le misure Ue: “Stiamo diversificando i nostri fornitori alla velocità della luce: la fornitura di gas da fonti diverse dalla Russia è aumentata di 31 miliardi di metri cubi da gennaio di quest’anno e questo compensa i tagli russi. Stiamo anche riducendo in modo sostanziale il nostro fabbisogno di gas importato e per questo abbiamo chiesto agli Stati membri di ridurre il consumo di gas del 15%“. Scontati i riferimenti alle onnipresenti “energie verdi” per diversificare le nostre forniture, mentre, in pratica, ci chiedono di passare un inverno decisamente più freddo. E dannoso per un’economia già provata da due anni di Covid.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Basterebbe smetterla col leccaculismo atlantista e attaccare ad una corda sciacalli tipo ENI che rivendono la materia prima con ricarichi da “usura” ed è anche la dimostrazione di tutte le stronzate che hanno sparato per far straguadagnare i capitalisti con la balla che il mercato libero dell’energia avrebbe portato enormi vantaggi per i consumatori.

    E i boccaloni che per l’ennesima volta hanno creduto alle balle dei boiardi lecchini del capitale anziché continuare a incolpare il mondo guardino nello specchio e dicano a chi vedono riflesso “Sei un coglione!”

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