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Via libera al Def, Salvini assicura: “La Flat tax si farà” (ma non si sa come)

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 10 apr – Il Consiglio dei ministri ieri ha approvato il Documento di economia e finanza (Def). Il Cdm è stato preceduto da un lungo vertice di governo per trovare la quadra sui numeri del documento e soprattutto sulla Flat tax. “Confermati i programmi di governo, nessuna nuova tassa e nessuna manovra correttiva“, assicura una nota di Palazzo Chigi nella quale viene sottolineato che il documento è in linea “con i programmi di governo della legge di Bilancio e il rispetto degli obiettivi fissati dalla Commissione Ue”. Il governo intende ribadire gli obiettivi “fondamentali della sua azione”: ridurre progressivamente il divario di crescita con la media europea e, contemporaneameante, il rapporto debito/Pil. Un proposito ambizioso, visti i numeri (crescita quasi ferma, conti pubblici a rischio).

Salvini: “La Flat tax si farà”

Alla fine il vicepremier Matteo Salvini esprime un giudizio “positivo” sul Def, sottolineando che “la Flat tax si farà, nel documento se ne parla in due passaggi. Non si torna indietro su quota 100, nessun aumento dell’Iva“. In effetti, nelle bozze del Def e del  Programma nazionale di riforma la flat tax è citata, ma il passaggio con l’indicazione delle aliquote, già indicato come provvisorio, sarebbe proprio saltato. Per il vicepremier Luigi Di Maio “con l’inserimento della Flat tax nel Def indirizzata al ceto medio come avevamo chiesto, e non solo ai ricchi, vince il buonsenso. Sono molto soddisfatto. Andiamo avanti così, facendo ripartire il Paese, spingendo sulla crescita e sostenendo le famiglie che hanno veramente bisogno, senza sventolare false promesse come è stato fatto in passato”. Dal canto suo il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno sotttolinea il “turnover al 100% nelle pubbliche amministrazioni” e nessun taglio previsto per i prossimi mesi. “Mai nessun governo ha investito nella Pubblica amministrazione, sia centrale che locale, come quello attuale”, fa notare la Bongiorno.

Le stime della crescita

La crescita del Pil nelle previsioni del Def “è superiore a quella dello scenario tendenziale ad eccezione dell’anno finale, attestandosi allo 0,2 per cento per il 2019 per poi aumentare allo 0,8 per cento nei tre anni successivi”. Per quanto riguarda i principali indicatori economici e di finanza pubblica, si legge nel documento che “il 2018 si è chiuso con un incremento del Pil reale dello 0,9 per cento. Come conseguenza delle mutate condizioni interne ed esterne, la proiezione di crescita tendenziale per il 2019 è stata rivista, passando dall’1 allo 0,1 per cento”. Crescita (quasi) zero per l’appunto.

I conti pubblici

Nel 2019 il deficit sale al 2,4% del Pil. “In termini strutturali – spiega il Def – questo risultato darebbe luogo a una variazione dell’indebitamento di solo -0,1 punti percentuali. Tenendo conto della flessibilità concordata con la Commissione, il risultato di quest’anno rientrerebbe quindi nei limiti del Patto di stabilità e crescita“. Per gli anni successivi, il documento stima di ridurre gradualmente il deficit fino all’1,5 per cento nel 2022, con una diminuzione di 0,3 punti percentuali all’anno. Secondo le nuove proiezioni, il deficit strutturale scenderebbe dall’1,6 per cento del Pil di quest’anno allo 0,8 per cento nel 2022. Serviranno tre anni affinchè il debito pubblico scenda sotto il 130% del prodotto interno lordo. Il debito si attesterà quest’anno al 132,6% salendo dal 132,2% dello scorso anno, per poi scendere a quota 131,3 nel 2020, a 130,2 nel 2021 e a 128,9 nel 2022.

Le misure per la crescita

Tra le misure previste per sostenere la crescita economica allo 0,2%, il ministero dell’Economia cita come stimolo agli investimenti privati il potenziamento della Nuova Sabatini (l’agevolazione per le imprese che vogliono acquistare nuovi macchinari ed attrezzature), la reintroduzione del cosiddetto superammortamento (maxi sconto per chi investe in beni strumentali nuovi) e l’istituzione di un fondo di garanzia per le medie imprese. Ancora, vengono introdotti il rifinanziamento del fondo di garanzia per la prima casa e l’estensione del “sisma bonus” per i soggetti incapienti, mentre arrivano incentivi alla rigenerazione urbana. Il Mef sottolinea come queste misure “in concerto con quelle previste dal dl sblocca-cantieri, sono in grado di dare una spinta al Pil per l’anno in corso quantificabile in 0,1 punti percentuali”. Inoltre, “risorse significative saranno investite nella diffusione della banda larga e si promuoverà lo sviluppo della rete 5G“. Nel programma, aggiunge il ministero guidato da Tria, rientrano anche “il rilancio della politica industriale, con l’obiettivo non solo di rivitalizzare settori in crisi, come il trasporto aereo, ma anche quello di spostarsi verso nuovi modelli, come la produzione di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale”.

Adolfo Spezzaferro

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3 comments

Cesare 10 Aprile 2019 - 1:02

Nella sostanza Di Maio, sempre piu’ disperato per la perdita di consenso dei 5 stelle,dopo lo scandalo della piattaforma rousseau truccata,della Raggi pro-rom e del reddito di cittadinanza che andrà sopratutto ad immigrati, si inginocchia alla Merkel tradendo ogni autonomia del paese e spara contro Salvini .Dice che la flat tax sostanzialmente era per i ricchi quando serviva a tutti per il rilancio del reddito e dei consumi e accenna a chi ha sventolato false promesse riferendosi evidentemente alle promesse di Salvini.
Se lo stato tornasse a produrre la moneta, oggi prodotta a costo zero ed esentasse dalla BCE privata e dalle banche private che depredano cosi’ le ricchezze pubbliche e private italiane, la tassazione del 15% per tutti sarebbe cosa fatta.Purtroppo i giallo verdi non hanno avuto il coraggio nemmeno di fare i 50 miliardi di euro di minibot come proposto da Savona e cio’ gli costera’ molto caro in termini elettorali futuri.
Fu il fascismo che mise il controllo della moneta sotto l’autorità dello stato e cio’ permise enormi lavori pubblici e sviluppo che prosegui’ con il boom degli anni 60; gia’ da allora nel 1936 i banchieri ci fecero le sanzioni e ci isolarono al fine di costringerci alla guerra.Non è un caso che il fascismo è demonizzato anche oggi dalla finanza occulta straniera che si è comperata il paese tramite i suoi pennivendoli nostrani.Questi hanno sulla coscienza molti dei milioni di morti generati dalle “esportazioni di democrazia” utili per abbattere e conquistare paesi non allineati ma si permettono di condannare movimenti rivoluzionari che lavorano per il bene delle nazioni e delle identità.Anche Di Maio oggi fà l’antifascista;i banchieri stranieri usurai saranno contentissimi!

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Cesare 10 Aprile 2019 - 1:27

PS; Di Maio semnbra voler far cadere il governo; Mattarella sembra stia valutando di fare senatore a vita Draghi, quello che a fatto svendere, con l’accordo con stranieri sullo yacht Britannia nel 1992, le società pubbliche ricchissime comprese le banche di interesse nazionale Banca Intesa e Credito Italiano che detenevano a loro volta la maggioranmza di bankitalia.Cio’ al fine di fare come con Monti; un bel attacco speculativo sui titoli di stato con la minaccia di fallimento dello stato se non nominano il liquidatore del paese Draghi Presidente del Consiglio. Forse a Di Maio hanno fatto credere che farà il Presidente del Consiglio con governo m5s pd ma all’ ultimo gli faranno la sorpresina mentre i servizietto per bene verrà fatto agli italiani che perderanno cio’ che resta dello stato sociale e del benessere del passato

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Fisco: in attesa della flat tax potrebbero aumentare le aliquote locali | NUTesla | The Informant 17 Aprile 2019 - 4:05

[…] 16 apr – Quando si parla di fisco il dibattito odierno è tutto imperniato sulla flat tax, fortemente voluta dal vicepremier Matteo Salvini. Se però osserviamo la mappa della tassazione […]

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