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Roma, 6 dic – Chi ha detto che l’Italia è indietro anni luce nel settore del digitale? Non sembrano pensarla così dalle parti di Leonardo, specie dopo aver installato un nuovo supercomputer che è già tra i primi cento al mondo.



Il supercomputer Leonardo

Inaugurato pochi giorni fa, il davinci-1 – questo il nome scelto da Leonardo per il suo supercomputer – è  stato installato nella Torre Fiumara di Genova e si candida ad essere, spiegano dalla società, “un simbolo di innovazione tecnologica e sviluppo in Italia e in Europa”.

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Non parliamo, d’altronde, di una “macchina” qualsiasi. Il davinci-1, contando su una batteria di oltre 100 unità, totalizza una potenza di calcolo complessiva superiore a 5PFlops. Per esteso: 5 milioni di miliardi di operazioni al secondo, con una capacità pari a 20 milioni di gigabyte. Abbastanza per collocarlo tra i primi 100 al mondo e farlo finire sul podio di quelli del settore aerospazio e difesa.

A cosa serve il davinci-1

Il supercomputer di Leonardo, spiegano sempre da Piazza Monte Grappa, rappresenta “un gioiello nel panorama italiano dell’HPC, un acceleratore di conoscenza in grado di potenziare il processo di digitalizzazione industriale con ricadute dirette per lo sviluppo competitivo, non solo dell’azienda ma del Paese”. Al davinci-1 lavoreranno a tempo pieno 68 giovani ricercatori.

Più nel dettaglio è entrato Roberto Cingolani, Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo: “Per chi fa manifattura, come noi, il percorso è complesso perché richiede importanti sforzi: digitalizzare il disegno di un prodotto e creare il digital twin, ossia l’avatar di una tecnologia, garantisce una serie di vantaggi: non si usano materie prime finché non si è convinti che il prototipo non è funzionante“. L’intelligenza artificiale, tra le altre cose, “potrebbe far finire l’era del tagliando per la manutenzione dei veicoli, predicendo il momento giusto in cui avvisare che occorre fare la revisione”. Tanto più in settore estremamente complesso come ad esempio quello dell’aviazione: “Il sistema di un aeroplano non è poi molto diverso da quello di una città; serve un sistema di calcolo dalla potenza elevatissima, un posto dove si possano racchiudere tutte le informazioni per fare calcoli e statistiche, diventando predittivo”.

Filippo Burla

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