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Roma, 7 gen – Come si dice in dialetto napoletano, “chiagne e fotte”: alla fine dopo tanto casino, tante polemiche e lamentele l’ex Santorina Rula Jebreal resta ben salda sul palco dell’Ariston ospite di Amadeus in barba al presunto razzismo degli italiani tutti.

La decisione di oggi

Con una decisione presa di comune accordo dai massimi dirigenti sia di Raiuno che della Rai, poco fa è stato reso noto che la Jebreal parteciperà al festival di Sanremo con un monologo sulla violenza di genere. Già nei giorni passati però si parlava della presenza della giornalista italo palestinese solo a condizione per lei di soffermarsi su tale argomento.

L’esclusione di qualche giorno fa

Quando era circolata la voce della sua esclusione, la Rai aveva giustificato il decadere dell’invito alla Jebreal con il rischio che “si sarebbe trasformato in un luogo per fare politica”. Giunto alla 70 esima edizione, il Sanremo post Baglioni è in cerca di audience e a viale Mazzini era sembrato giustamente sconveniente perdere spettatori per la presenza della pseudo femminista che, a quanto pare, dal palco del Festival voleva addirittura intervistare Michelle Obama sulla violenza di genere.

Ma non ci aveva detto “arrivederci”?

Ricordiamo che la Jebreal, ex “santorina” italo-palestinese con cittadinanza israeliana, è famosa per le sparate politicamente corrette non sempre brillanti per coerenza (ma a una bella donna, soprattutto se progressista, si perdona questo e altro). La Jebreal è infatti arrivata in Italia nel 1993 con una borsa di studio, si è laureata in fisioterapia a Bologna, per poi rimanere nel Belpaese per intraprendere la carriera giornalistica. “Arrivederci, my beautiful country, scriveva sul Guardian sopraffatta dal clima di intolleranza che si respira nel nostro Paese. Ma forse il lauto compenso sanremese l’ha convinta a farla tornare.

Le voci contro

Contro la decisione si erano schierati allora il Giornale, che aveva definito la Jebreal “una prezzemolina cosmopolita del pensiero unico“, Marco Gervasoni, docente dell’Università del Molise: “Mitica la definizione che ne diede in un talk show anni fa Sapelli ‘gnocca senza testa’. Aspettatevi un Sanremo pro clandestini, pro islam, pro lgbt, pro utero in affitto, pro sardine, pro investitori d’auto (purché con suv)“. Ci è andò giù pesante anche Daniele Capezzone, giornalista de La Verità: Rula Jebreal potrebbe essere incaricata a Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo. Se poi qualcuno si lamenterà sui social, seguiranno accuse di: razzismo, sessismo, machismo”. Polemiche previste e audience pure – a spese nostre.

Ilaria Paoletti

6 Commenti

  1. …se qualcuno aveva bisogno di una scusa per non guardare questa porcheria chiamata festival della canzone italiana, ecco adesso ne un un’altra.
    Cosa possa aggiungere la Signora Jebral a questo stantio format non è dato sapere, ma tant’e’. Certo vorrei che i miei soldi del canone venissero utilizzati in modo migliore.

  2. Ormai sono anni che ignoro la RAI.
    Non sento la mancanza di cessi di trasmissione tipo Domenica In che giusto ad in pubblico in età geriatrica posso piacere.

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