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Roma, 22 mag – Addio a Gigi Simoni, morto oggi a 81 anni dopo una lotta durata 11 mesi. Il 22 giugno scorso aveva infatti accusato un ictus nella sua casa di San Piero a Grado, in provincia di Pisa. Lo scorso marzo era stato riportato nella sua abitazione dalla clinica dove era in cura per ragioni di sicurezza, considerata l’emergenza coronavirus. Il netto peggioramento delle sue condizioni di salute è arrivato nelle ultime ore e da ieri sera era ricoverato all’ospedale di Pisa.

I successi e la grande delusione

Una lunga carriera prima da calciatore e poi da tecnico, quella di Simoni. Trent’anni passati a guidare dalla panchina 17 squadre italiane diverse. Qualche importante successo, molte promozioni dalla B alla A (ben 7, record ancora imbattuto) e la Coppa Uefa vinta da Ct dell’Inter nella stagione 1997-98. E proprio in quella stagione di vittoria europea pure una grande delusione, rimasta nel ricordo di tutti gli appassionati di calcio: il bruciante secondo posto in campionato alle spalle della Juventus. Ben pochi, forse soltanto i giovanissimi nati dopo i mondiali di Francia ’98, non ricorderanno quel contatto in area di rigore tra Iuliano e Ronaldo. Per i tifosi nerazzurri resterà per sempre un clamoroso fallo non fischiato che decise le sorti di una stagione di Serie A. La Juve vinse lo scudetto, l’Inter si consolò soltanto parzialmente con la Coppa Uefa.

Uno stile raro

Ma fuor di retorica, sin troppo tipica e stucchevole in questi casi, Gigi Simoni per tutti resterà un gentiluomo del calcio che fu. Qualità rara e per questo indimenticabile. Un tecnico cortese che trasmetteva sicurezza, conservando un certo stile anche nei momenti meno gloriosi. Quando Massimo Moratti decise di esonerarlo, si dichiarò amareggiato ma affermò che non avrebbe mai serbato rancore nei confronti del presidente interista.

Per tutti, dicevamo, Simoni sarà ricordato come un grande protagonista del calcio italiano e come uomo cristallino che fece della semplicità un’arma invidiabile. Per alcuni però resterà nella memoria per le emozioni straordinarie, e forse irripetibili, che seppe dare a un’intera città. Parliamo in particolare del capoluogo ligure, dove il Genoa lo ha inserito nella sua Hall of Fame nel 2013. E ovviamente di Cremona, balzata grazie a lui nella massima serie del campionato italiano di calcio. Simoni fu il principale artefice dell’ascesa della Cremonese in Serie A e nel 2003 i grigiorossi, in occasione del centenario del club lombardo, lo nominarono “allenatore del secolo”.

Eugenio Palazzini

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