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Roma, 25 mar – Il governo Draghi è all’opera per recuperare il ritardo accumulato sul piano vaccini, obiettivo: arrivare a vaccinare prima possibile tutte le categorie fragili e aumentare i centri vaccinali, utilizzando palestre e parcheggi. Intanto il commissario per l’emergenza Figliuolo fa partire le task force per Molise e Basilicata con il compito di vaccinare i residenti dei comuni più isolati.

Piano vaccini, recuperare terreno su over 80 e soggetti più fragili

Stop dunque alle altre categorie e alle prenotazioni e priorità assoluta ai soggetti più fragili. Il piano vaccini, esaurite le code e garantito il richiamo a chi ha fatto la prima dose, punta tutto sulla copertura degli anziani e di chi è più a rischio. Sugli over 80 il piano è indietro, come confermano i dati della Fondazione Gimbe. Allo stato attuale ci sono regioni come la Sardegna, dove gli over 80 che hanno avuto il richiamo sono appena il 5,6%. Con l’aggiunta di un altro 30,9% solo con la prima dose. Mentre in Lombardia siamo rispettivamente al 15,3% e al 30,8%, nel Lazio al 27,7% e al 27,1%. Ricordiamo che secondo i piani del governo, questa fascia d’età doveva essere completamente coperta entro la fine di febbraio.

Obiettivo: accelerare le vaccinazioni

Il governo Draghi intende accelerare la campagna vaccinale. L’obiettivo è quello di arrivare a regime a un ritmo di 700-750 vaccinazioni in turni di 12 ore nei maggiori punti vaccinali, dove sono installate otto linee di somministrazione. Per quanto riguarda i centri vaccinali mobili turni fino a 8 ore. Calcoli fatti sulla base di una stima del tempo necessario – da quando si entra a quando si fa il vaccino – di 10 minuti, mentre l’osservazione post-vaccinale deve essere di almeno 15 minuti. Naturalmente, per riuscire nell’impresa serve che ci sia un numero adeguato di operatori.

Palestre, parcheggi e palazzetti per vaccinare

Il piano prevede un aumento dei centri di vaccinazione. Secondo le nuove linee guida, “tali punti, che verranno realizzati ed installati in luoghi o spazi collettivi, da individuare ad hoc”, potranno essere “palestre, palazzetti, parcheggi di supermercati od ogni altro spazio che sarà ritenuto idoneo allo scopo“. Questi punti vaccinali territoriali straordinari, chiarisce il documento, “sono da intendersi complementari a quelli già esistenti ed attivati in strutture sanitarie all’uopo dedicate, inclusi gli ambulatori dei medici di medicina generale e di altre categorie di medici coinvolti nella campagna vaccinale”.

Al via le task force in Molise e Basilicata

Nelle prossime ore task force inviate dal commissario per l’emergenza, generale Francesco Paolo Figliuolo, saranno operative in Molise e Basilicata. Le task force saranno composte da un medico e due infermieri e saranno utilizzate in particolare per le vaccinazioni nei luoghi più isolati. Il commissario invece sarà di persona oggi e domani in Calabria e Sicilia per una visita ai punti vaccinali nelle due regioni e una serie di incontri con le autorità locali. Il governo aveva anticipato che sarebbe intervenuto per sostenere le regioni in ritardo.

Ecco i numeri della campagna vaccinale a tutt’oggi

A tutt’oggi, sono 8.506.277 le dosi di vaccino anti-Covid-19 somministrate in Italia. Ossia l’85,8% del totale di quelle consegnate, che sono 9.911.100 (con un ritardo dunque accumulato a prescindere dalla mancanza di vaccini). Nel dettaglio, si tratta di 6.610.500 dosi Pfizer/BioNTech, 826.600 Moderna e 2.474.000 AstraZeneca. La somministrazione effettuate in 1.948 centri su tutto il territorio nazionale ha riguardato 5.118.816 donne e 3.387.461 uomini. I cittadini che hanno ricevuto entrambe le dosi sono 2.706.381. Sono i numeri aggiornati dell’ultimo report del commissario Figliuolo. Nello specifico, le dosi sono state somministrate a 2.911.043 operatori sanitari, 469.229 unità di personale non sanitario, 526.462 ospiti di strutture residenziali, 2.600.070 over 80, 847.623 unità di personale scolastico, 212.481 unità delle forze armate, altre categorie 939.369.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Palazzetti, parcheggi… chissà perché mi fanno pensare a certi stadi cinesi, o alle docce in Polonia di qualche decennio fa.
    Esagero? Forse, ma resta inquietante l’ostinazione a non voler curare il covid con i giusti farmaci.

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