Home » L’ossessione del Pd per il ‘900: “Il termine segretario è un retaggio stalinista”

L’ossessione del Pd per il ‘900: “Il termine segretario è un retaggio stalinista”

by Michele Iozzino
0 commento

Roma, 23 apr – Per una volta ad agitare il sonno del Partito democratico non è lo spettro del fascismo, ma quello del comunismo. Più precisamente del comunismo di marca sovietica. Infatti, per il deputato ed ex sottosegretario all’ambiente Roberto Morassut il termine “segretario” per indicare i leader politici sarebbe una eredità nientemeno che di Iosif Stalin e andrebbe sostituito.

Un Partito democratico sempre più passatista

Il partito di Elly Schlein attualmente naviga in acque tutt’altro che tranquille, ma nonostante questo il Pd – e in genere un po’ tutta la sinistra – sembra affannarsi a tutti i costi in una strana ossessione per il tempo che fu. Tra le incertezze sulle prossime europee, i dissidi interni, gli scarsi risultati elettorali (non ultimo quello della Basilicata), e continui passi falsi del cosiddetto campo largo, i democratici sembrano voler usare a tutti i costi la carta del passatismo per trarsi dall’impiccio. Ad esempio, la stessa Schlein ha tentato la carta della nostalgia facendo mettere il ritratto dello storico segretario del Pci Enrico Berlinguer sulle tessere di quest’anno del Pd. Ovviamente ciò non è vero solo in positivo, ma anche – se non più spesso – in negativo. Così le accuse di fascismo verso la destre sono all’ordine del giorno, con l’ultimo caso del monologo di Antonio Scurati a darcene un perfetto esempio in tutta la sua inutile e ridicola pontomima.

Morassut: “Il termine segretario è un retaggio stalinista”

A spezzare un po’ le liturgie consuete, senza però andare oltre il ‘900, è stato Morassut. In un’intervista a Radio radicale il deputato piddino ha detto la sua sulla possibilità, poi affossata, che il nome di Schlein comparisse sul simbolo del Pd per le europee. Una possibilità che all’interno del partito in molti avevano criticato come un eccesso di personalismo. Morassut su ciò non si dà troppi problemi: “Nel nostro caso non è una forma di personalizzazione assoluta ma un completamento tra collettivo e personale. I cittadini lo cercano. E noi non possiamo ignorare questa cosa”. Senza però risparmiare qualche stoccate sulla gestione attuale: “Vorrei leadership più forti e una maggiore democrazia popolare, mentre nel Pd i leader vengono bruciati e gli iscritti contano poco”. Poi il colpo di genio: “Magari sarei per cambiare il titolo dei nostri leader e non chiamarli più ‘segretari’, un termine che è un retaggio staliniano, perché prima di Stalin aveva un mero valore amministrativo interno, non aveva alcuna funzione politica. poi, divenuto capo, Stalin ritenne di mantenere la carica di segretario, perché gli dava l’opportunità di controllare il partito”.

Michele Iozzino

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati