Roma, 30 ago – L’imperativo è sempre quello del ne varietur: non cambi nulla, affinché sia garantita la tenuta del rapporto di forza globalclassista. Gli sciocchi pedagoghi sinistri del turbomondialismo, dai loro attici sontuosi, dai loro antichi palagi, dai loro fastosi panfili, dai loro loft iperedonisti, fanno loro sempre e solo le battaglie del capitale finanziario. Urlano “libera circolazione, porti aperti!”. Non sanno costoro che sono questi i motti del capitale, di Soros, Mario Monti e Jp Morgan? Mai che difendano i lavoratori della Fiat Mirafiori, i precari di Napoli o i risparmiatori truffati dall’usura bancaria. Mai. Siamo alle solite. Anche nei giorni scorsi a Catania è prosperato il folklore postmoderno e cosmopolitico per masse subalterne lobotomizzate: immancabili bandieroni arcobaleno, pagliacci coi fischietti e pecoroni fucsia che citando inconsapevolmente Soros, Monti e Rockefeller urlano “libera circolazione e porti aperti”.

Dalla ribellione delle masse si è passati alla loro lobotomizzazione. Schiavi che lottano per le loro catene, guidati da sinistri palafrenieri che li trascinano verso la notte che non ha mattino. Pare che anche il bardo cosmopolita sia disceso trafelato dal sontuoso attico di Nuova York per dirigersi ratto al porto di Catania. Va da sé che le titillevoli aragoste, il succulento caviale e gli inebrianti tartufi rigorosamente bianchi sono rimasti al sicuro nel caveau culinario in su lo attico. Per il porto catanese e per le sue eroiche proteste al servigio dei deportatori globalclassisti di schiavi dall’Africa, il bardo cosmopolita si è invece dotato – si mormora – di arancine stagionate prese a buon mercato in una rosticceria pakistana. Si vocifera che a intonare il logoro motivetto di “Bella Ciao” presso la nave “Diciotti” non vi fosse solo Soros, in prima fila. Vi erano anche parecchi caporali, bramosi di deportare nei campi delle Puglie i nuovi arrivati.

Morale della favola? Ora Salvini è indagato dalla magistratura. Eppure, se ti deportano schiavi in cortile e tu non vuoi farli entrare in casa, non devono indagare e punire te, né gli schiavi, bensì i deportatori di schiavi. È evidente. E intanto l’Unione Europea, sempre pronta a pontificare sulla linghezza delle italiche cozze o sulla cottura delle pizze patrie, che fa? Silenzio. Avete ancora dubbi a riguardo? L’Unione Europea non esiste, è solo una moneta e un pugno di banchieri apolidi. Diciamolo una volta di più. Il nemico non è chi HA FAME ma chi AFFAMA; chi getta nella DISPERAZIONE i popoli e non chi è DISPERATO; chi costringe gli esseri umani a fuggire, non chi fugge; chi provoca l’immigrazione, non chi la subisce. E, naturalmente, il nemico è anche il circo mediatico e il clero intellettuale che chiama accoglienza e integrazione la deportazione neocolonialistica di esseri umani dall’Africa.

Né sono mancati gli accorati interventi delle vestali del pensiero unico politicamente corretto. “Vi auguro di ascoltare le storie devastanti di chi è bordo della Diciotti. Se avete un cuore sarete i primi a commuovervi”. Maria Elena Boschi dixit. A tal riguardo, vorremmo anche rammemorarle le “storie devastanti” di chi era “a bordo” di “Barca” Etruria. Se avrà cuore, non potrà non commuoversi… Sul caso Diciotti, poi, così parlò non Zarathustra, bensì la signora Boldrini: “Fate almeno scendere le donne”. La puntualissima tassonomia è dunque la seguente: all’ultimo posto, italiano maschio. Poi, italiana donna. Un po’ sopra, migrante maschio. Al primo posto, migrante donna (in attesa del migrante transgender… ).

Preparatevi. Faranno di tutto per far cadere il governo nazionale-popolare odiato dall’aristocrazia finanziaria. O colpo di Stato giudiziario (modalità Mani Pulite 1992) o colpo di Stato finanziario (modalità Monti 2011). A suffragarlo è il fatto che Salvini è già indagato dalla magistratura. Ritorna lo spauracchio del colpo di Stato giudiziario, sul modello di Mani Pulite (1992). A vostra memoria, quando l’Italia nel 1999 bombardò la Jugoslavia (in modo peraltro vile e criminale), la magistratura indagò D’Alema?

Diego Fusaro

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5 Commenti

  1. La sorveglianza dell’immigrazione clandestina attuata anche in mare rientra nella doverosa tutela della nostra sicurezza e nel rispetto della legalità che il governo ha il dovere di perseguire”.
    Questo disse Romano Prodi dopo l’affondamento della Qater i Rades con a bordo 120 Albanesi, 87 annegati, 34 mai ritrovati,da parte della corvetta Sibilla nel corso del blocco navale.
    Alla fine ci furono lievi condanne solo per i 2 comandanti(2 anni mai scontati).
    Vedere adesso che il ministro dell’interno viene accusato di sequestro di persona x aver trattenuto 4 giorni per controlli e profilassi sanitaria dei signori che aveva appena salvato da morte certa, grida vendetta.
    120 annegati,governanti innocenti
    177 salvati:sequestro di persona

    • La tua ricostruzione non è corretta. Documentati. L’incidente fu cercato e quindi provocato dagli scafisti per creare cinicamente il caso e far fallire il blocco navale. Gli scafisti non furono mai identificati e sfuggirono alla giustizia. I nostri non avevano alcuna responsabilità e furono processati ingiustamente.
      Se c’è un blocco navale o stradale che sia se tenti di forzarlo lo fai a tuo rischio e pericolo.

  2. Articolo esemplare. Questa volta arricchito anche dall ironia: “al primo posto ci sarà l immigrato transgender”, in effetti non ci avevo pensato.

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