Bruxelles, 16 lug – I ministri degli Esteri dell’Unione europea non hanno accolto favorevolmente il piano sull’immigrazione presentato dal collega italiano Enzo Moavero Milanesi per ridurre le partenze dall’Africa e distribuire in Europa quanti riescono ad attraversare il Mediterraneo. “Un approccio costruttivo e responsabile” ma che purtroppo “non porta risultati immediati”, ha chiarito il ministro per gli Affari europei tedesco Michale Roth, presente anche lui ieri a Bruxelles. Roth è convinto che, se i porti sono chiusi e le navi delle Ong bloccate in mezzo al mare, sia necessaria una sorta di “alleanza” tra Stati membri pronti a battersi per “un meccanismo vincolante” di ripartizione degli immigrati. E sarebbe proprio questo, in sostanza, il piano di Berlino che il ministro degli Esteri Heiko Maas vorrebbe realizzare prima possibile con i Paesi che accetterebbero di aderire. In verità, il progetto tedesco somiglia molto a quanto, da almeno tre anni, l’Unione europea tenti di invano di realizzare, ovviamente a causa dell’opposizione di un gran numero di Stati membri. A partire dall’Austria e dall’Ungheria.

Il piano della Farnesina che piaceva alla sinistra

Il piano messo a punto dal titolare della Farnesina ha raccolto consensi non solo tra i 5 Stelle ma anche a sinistra. Questo perché è alternativo alla linea assunta dal ministro dell’Interno, il leader della Lega Salvini. Infatti, la proposta di Moavero prevede la creazione nei Paesi di transito di uffici della Ue nei quali gli immigrati possano presentare richiesta di asilo in modo da poter essere poi trasferiti in Europa – una volta accettata la domanda – attraverso un corridoio umanitario. Una volta qui verrebbero poi smistati in “aree franche” da crearsi negli Stati membri che vorranno aderire al programma. Nella versione tedesca l’iter sarebbe ancora più semplice, senza uffici su territorio africano ma con, appunto, una “alleanza” tra Stati. In ogni caso entrambe le proposte non hanno mandato in visibilio i ministri presenti al Consiglio Ue.

Austria e Ungheria preferiscono la linea di Salvini

“Quando sento parlare di corridoi umanitari, meccanismi di ricollocamento e una coalizione di volenterosi occorre stare attenti che la discussione non torni indietro di tre anni”, è il commento caustico del ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg. Ci va giù ancora più pesante il collega ungherese Peter Szijjarto che, pur schierandosi dalla parte di Salvini – “O si sta con il ministro dell’Interno italiano o con i trafficanti” – , ha rifiutato ancora una volta qualsiasi ripartizione degli immigrati, come invece proposto da Italia e Germania. “Ho chiarito che l’Ungheria non sosterrà alcuna nuova proposta sulle quote. Questi Paesi stanno giocando col fuoco”, ha avvertito Szijjarto.

Decisivo sarà il vertice dei ministri dell’Interno di domani

In ogni caso, sarà decisivo cosa emergerà dal vertice dei ministri dell’Interno che si terrà mercoledì e giovedì a Helsinki per “concordare un meccanismo fino alla fine dell’anno per evitare una crisi politica o umanitaria durante l’estate”. E in vista del vertice, Forza Italia prova a rilanciare il piano “anti Salvini” del ministro degli Esteri. “Guardiamo con attenzione l’iniziativa assunta dal ministro degli Esteri Moavero sulla necessità per l’Europa di un nuovo e più equo approccio in materia di immigrazione e protezione dei confini. A questo punto, sarà decisiva la riunione di domani dei ministri dell’Interno della Ue a cui parteciperà anche il ministro Salvini”. Lo afferma Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia e Questore della Camera  “All’appuntamento di domani – sottolinea – è importante per l’Italia potersi presentare con un dl Sicurezza bis dotato di un credibile piano per il rimpatrio dei clandestini e finanziato non con appena 2 milioni di euro, come previsto nel testo presentato dal Governo, ma con risorse ben più consistenti, pari a 100 milioni di euro derivanti dai risparmi di quest’anno della Camera dei deputati, così come proposto da un emendamento di Forza Italia”.

Ludovica Colli

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