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La protezione del proprio marchio, oltre a tutelare la commercializzazione del prodotto o del servizio offerti, la sponsorizzazione e la pubblicizzazione di quel prodotto o servizio presso i consumatori, deve anche necessariamente estendersi all’uso del marchio su internet. Il valore e l’importanza del proprio marchio, infatti, si costruisce avendo cura di più elementi, nessuno dei quali deve essere trascurato. Per capirne di più, ne abbiamo parlato con i responsabili del sito https://www.registrareunmarchio.it/



Proteggere il proprio marchio significa prima di tutto tenerne controllato l’uso, difendendolo da eventuali utilizzazioni non consentite e illecite da parte di altri soggetti e, nel mondo contemporaneo tale protezione deve necessariamente essere estesa al mondo di Internet.

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Sempre più diffuso è infatti l’utilizzo della rete, come dimostrato da dati statistici ufficiali, tra cui quelli di Eurostat. L’ufficio statistico europeo, infatti, ha constatato che l’80% delle persone con un’età tra i 16 e i 74 anni fa costante utilizzo di internet e che più della metà di queste utilizzano internet per acquistare prodotti o servizi.

Il numero degli utilizzatori di internet è in crescente aumento: si stima che dal 2009 vi sia stato un incremento del 17% del numero degli utenti online. Gli imprenditori sono sempre più consapevoli dell’importanza di una presenza strutturata su internet, ormai principale vetrina per ogni attività commerciale: ad esempio, con la creazione di e-commerce è possibile commercializzare i propri prodotti e servizi anche al di fuori dai locali fisici della propria attività, agevolando l’utente che può quindi effettuare acquisti e ordini senza necessariamente uscire di casa.

Per tale ragione, è facile intuire come la protezione del proprio marchio e, quindi, della propria attività, debba necessariamente svilupparsi anche nel mondo on line. Le iniziative illegittime che possono danneggiare un’attività imprenditoriale e il relativo marchio possono essere distinte in pratiche di vera e propria contraffazione del prodotto o servizio commercializzato, oppure in una serie di condotte varie e diversificate, che possono avere luogo anche su internet.

I prodotti e servizi contraffatti

I prodotti e servizi falsificati e illegittimamente copiati rappresentano il 3,3 % del mercato internazionale e sono aumentati del 2,5 % a partire dal 2013 proprio grazie alla crescente diffusione di internet e alla immediatezza degli scambi online.  Tali dati confermano nuovamente che la tutela del proprio marchio e della propria attività non possa in alcun modo prescindere dalla realtà commerciale online.

La commercializzazione di prodotti o servizi contraffatti arreca un danno ingente agli imprenditori: da un lato li penalizza con mancate vendite; dall’altro può causare loro un rilevante danno d’immagine ove i prodotti e servizi contraffatti non siano rispondenti alle qualità e alle aspettative nutrite dal cliente finale.

Conseguenza inevitabile di tali pratiche illecite è la sfiducia dei consumatori verso un dato imprenditore che, quindi, vedrà irreparabilmente compromessa la propria attività. La contraffazione on line, in particolare, può consistere nella vendita di prodotti o servizi simili a quelli originali o anche nella diffusione di un marchio che richiama caratteristiche proprie del marchio originale, al fine di ingenerare confusione nel consumatore che si troverà a dover scegliere tra prodotti o servizi contraddistinti da due marchi molto simili, senza riuscire a distinguere quello originale.

Altre forme di utilizzazione illecita di un marchio

Accanto all’ipotesi di falsificazione dei prodotti o servizi o del marchio altrui, è necessario tutelarsi da altre pratiche scorrette che possono avvenire on line ai danni del proprio marchio.

Queste pratiche possono estrinsecarsi nelle più varie modalità e forme, tutte comunque finalizzate a creare confusione nel consumatore finale e a trarre un vantaggio illecito da detta confusione.

A tal proposito, si assiste sempre con maggior frequenza a prassi illecite denominate “domain grabbing” o “cybersquatting”, consistenti nella registrazione del nome a dominio di una pagina web utilizzando un marchio registrato da altri, o comunque richiamandone tratti essenziali, così da sviare l’utente di internet sul sito della concorrenza.

Il marchio sui social network

Come visto, la protezione del proprio marchio non può prescindere dal mondo di internet. A questo proposito, appare fondamentale non trascurare una parte rilevantissima del mondo on line: i social network, ormai diventati il canale comunicativo più utilizzato dalle persone di età compresa tra l’adolescenza e gli over 70.

Per proteggere il proprio marchio sui canali social è necessario sia tenerne costantemente monitorata la presenza sia i riferimenti e i collegamenti che vengono fatti al marchio da parte degli utenti dei social network.

I riferimenti al marchio sui social network possono essere fatti attraverso moltissime modalità: il marchio può essere citato nei commenti, in collegamenti web; o ancora il marchio può essere menzionato da altri profili social, perfino da profili riconducibili a diretti concorrenti.

L’importanza della protezione on line del marchio

Come visto, sia la contraffazione vera e propria sia le pratiche illecite che, con varie forme e modalità, danneggiano il marchio e l’attività commerciale ad esso connessa, possono facilmente verificarsi on line. Ciò comporta un rilevante pregiudizio per l’impresa, a fronte dei mancati introiti e del rischio di confusione ingenerato nell’utente.

L’utente di internet, infatti, generalmente effettua acquisti rapidi ed “impulsivi” che vengono senz’altro disincentivati dalla sensazione di incertezza e confusione sul prodotto o servizio che si sta per acquistare, causato dalle pratiche di contraffazione.

La tutela on line del proprio marchio deve, quindi, essere parte centrale dell’attività dell’imprenditore, sin dall’inizio dell’attività e nella prospettiva della sua crescita: l’utente deve essere certo di acquistare il prodotto o servizio di suo interesse, senza incorrere in falsi o imitazioni, spesso di qualità inferiore.

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